Area: RIABILITAZIONE FISIOTERAPIA E BENESSERE

TECARTERAPIA

L’uso terapeutico della radiofrequenza consiste nell’applicazione ai tessuti di un campo elettromagnetico pulsato e variabile in grado di esercitare un’azione di ripristino delle normali funzioni. Tutto ciò avviene grazie all’impiego di adeguate potenze e frequenze capaci di essere captate dai tessuti umani, elaborate e trasformate secondo le necessità dei vari organi e apparati a cui sono dirette. Il funzionamento della radiofrequenza si esplica in due modalità: capacitiva e resistiva.

La modalità capacitiva è indicata su tutti quei tessuti caratterizzati da una bassa impedenza intendendo con essa la resistenza opposta dagli stessi al passaggio del campo magnetico. Tessuti a bassa impedenza sono rappresentati da tutti quelli che contengono liquidi come acqua, sangue o linfa in abbondanza. L’esempio più classico di tali tessuti è dato dal tessuto muscolare. Dal punto di vista tecnico, la modalità capacitiva monopolare è esercitata tramite due elettrodi di cui uno è isolato onde poter funzionare da condensatore.

Nella modalità resistiva, al contrario, non vi è nessun condensatore, il manipolo lavorante non è isolato per cui fra di esso e la piastra di ritorno passa una debole corrente che il paziente non avverte a causa delle sue caratteristiche di potenza e di frequenza. La modalità resistiva è indicata per tutti quei tessuti caratterizzati da un’alta impedenza. Essi saranno tutti quelli che conterranno scarse quantità di acqua, sangue o linfa quali il tessuto osseo, le cartilagini, i tendini, i ligamenti, le borse tendinee. E’ evidente che questi vari tipi di tessuti si trovano, all’interno del corpo umano, a diverse profondità. Per raggiungerli in modo selettivo dovremo poter disporre di un metodo che possa differenziarli. A questo scopo servono le diverse frequenze impostabili tramite software. Usando la frequenza di 500 Khz si lavora ad una maggiore profondità, mentre usando 1 Mhz il lavoro si svolge più in superficie. Dal punto di vista terapeutico, la radiofrequenza esercita sui tessuti un effetto biologico ed un effetto termico. Di questi, l’effetto biologico è senza dubbio il più importante anche se, generalmente, viene più enfatizzato quello termico. Entrambi questi due “effetti” agiscono in sinergia per la ricostruzione tissutale, per il riassorbimento attraverso un incremento del metabolismo cellulare e della circolazione locale delle “sostanze algogene” presenti, per la secrezione di endorfine (analgesici di produzione del nostro corpo), per l’azione decontratturante e rilassante a livello muscolare, per l’inattivazione in particolare delle “terminazioni nervose libere” che sono i “microfoni” periferici del dolore. Spesso sono sufficienti poche sedute per risolvere o limitare la maggior parte dei quadri algici.

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